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Partecipazione e laboratori urbani

PARTECIPAZIONE

 

La legge regionale n.19/02 della Calabria è improntata alla nuova cultura della concertazione e della partecipazione che negli ultimi anni ha segnato fortemente la disciplina urbanistica. Essa, in particolare, individua apposti strumenti (artt. 12, 13, 14, 15) consistenti in precise forme procedurali ed amministrative finalizzate alla concreta attuazione di istituti di concertazione istituzionale tra enti nelle diverse fasi della formazione dei piani.

Bisogna ribadire e precisare che la concertazione non si risolve però in una mera procedura di contrattazione, non potendo mai prescindere dalle competenze assegnate ai diversi livelli di pianificazione e basandosi sul reciproco riconoscimento dei rispettivi campi di competenze dei piani e delle responsabilità istituzionali.

Il metodo e gli strumenti con cui si sviluppano tali forme di concertazione istituzionale sono stabilite nel titolo II della legge regionale e sono costituiti principalmente dalla Conferenza di pianificazione (art. 13) dalle conferenze di servizi (art. 14) e dagli Accordi di programma (art. 15).

L’art. 11 della L.R. 19/02 parla esplicitamente anche di partecipazione dei cittadini alle scelte urbanistiche.

La partecipazione è elemento sostantivo di qualificazione del sistema di pianificazione regionale (comma 3). Essa può essere stimolata o favorita dal soggetto istituzionale responsabile del livello di pianificazione in oggetto tramite l’uso di strumenti e tecniche opportune (consultazioni, pubblicizzazione, assemblee, comizi, inchieste, referendum etc.) ovvero può essere il prodotto dell’interesse con le domande espresse dal quadro sociale locale, in forma spontanea o organizzata, dando vita a forme di partecipazione più o meno permanenti che incalzano, indirizzano, e ausiliano il processo pianificatorio (tavoli di partecipazione, reti, laboratori territoriali etc.).

Importanti temi e contenuti per i tavoli di partecipazione e per le altre strutture di confronto ipotizzate dalla Legge, possono derivare dall’interazione con le istanze di progettazione e di gestione del territorio portate avanti dalle soggettività più sensibili rispetto ai disagi derivanti dall’attuale organizzazione urbanistico-ambientale nei diversi contesti regionali (bambini, anziani, soggetti particolari, donne, ecc.).

 


 

LABORATORI URBANI

 

I laboratori urbani per il PSC, sono uno spazio di incontro, discussione, esposizioni di progetti, i n t e r a z i o n e e progettazione comune che accompagna il processo di formazione d e l n u o v o P S C.

La LR li definisce cosi:

“I Comuni per promuovere la partecipazione allargata dei cittadini alla definizione degli strumenti urbanistici e delle politiche di sviluppo e governo del territorio comunale nonché favorire una reale attività di partecipazione e condivisione collettiva anche per le attività progettuali riferite a opere di rilievo e di interesse pubblico e nel rispetto del principio della sostenibilità, istituiscono e gestiscono con personale adeguato, specifici ‘laboratori di partecipazione’ che possono essere organizzati, in funzione delle specifiche necessità e situazioni anche in maniera diffusa, ma coordinata e in rete, nel contesto cittadino e più in generale territoriale e intercomunale. I laboratori di partecipazione, in relazione allo strumento urbanistico che si dovrà redigere e attuare (Strumenti di pianificazione comunale - strumenti di pianificazione comunale in forma associata, strumenti di pianificazione negoziata come definiti dalla presente legge e piani strategici e di sviluppo) ed anche in funzione di specifiche esigenze locali, possono essere articolati in:

                         

  1. laboratori urbani;
  2. laboratori di quartiere;
  3. laboratori territoriali.

 


 

I LABORATORI URBANI PER IL PSC

 

 


 

MANIFESTI E AVVISI LABORATORI URBANI

 

 


 

VERBALI E DOCUMENTI

 

 

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